Buongiorno, sono un vostro lettore e vorrei se possibile avere un chiarimento per la mia pratica
di immatricolazione.
Ho acquistato un corvette c3 del 1976 da un venditore in Germania è ancora
con targa americana, sul TITLE risulta il nome di quello che me l'ha venduta inoltre ho una
regolare fattura con iva al 19% a me intestata l'auto è stata sdoganata ed ho i documenti con i
riferimenti dello sdoganamento e regolare pagamento degli oneri versati dal titolare
dell'autosalone.
Alla motorizzazione ho provato a chiedere ma vogliono la bolletta dello
sdoganamento in originale, mentre in Germania usano abitualmente i documenti in formato PDF.
Spero di essermi spiegato per ora vi ringrazio e continuate così
che il vostro lavoro è
veramente fantastico.Saluti
Roberto
Caro American Driver, i tuoi complimenti ti sono valsi per la pubblicazione della lettera. Scherzi a parte, ringraziamo te e moltissimi altri lettori che mensilmente riconoscono la passione e il lavoro svolto per le “americans”. Ho letto più volte la tua lettera nel tentativo di incastrare parecchi frammenti che non mi combaciano. Per esempio, quando dici che il venditore è tedesco, e che sul Title (che è il documento di circolazione americano) è ancora riportato il suo nome, qualcosa mi suona strano. Forse intendevi dire che è indicato il nominativo del proprietario precedente americano? Ad ogni modo, l'intestazione del Title non ricopre un ruolo così importante, in quanto la fattura e la bolla doganale tedesche ti danno ampia garanzia sulla documentazione di acquisto. Ma come spesso succede, le sorprese avvengono sul territorio italiano. La richiesta della bolla doganale originale è assurda, tantè che non c'è menzione di tale obbligo nelle varie circolari del Ministero, che richiamano solamente la necessità di prendere visione della semplice copia fotostatica. L'originale può volersi nei casi in cui la fotocopia non sia perfettamente leggibile, sopratutto nelle parti comprendenti i riferimenti al veicolo (telaio, marca e tipo), quelli sul suo eventuale stato d'uso (incidentato o da restaurare), oppure sui prescritti adempimenti relativi ad IVA e dazio. L'ostacolo può essere superato chiedendo alla dogana una dichiarazione di assolvimento obblighi, che a quel punto verrà rilasciata in originale. Il possesso di documentazione mista, e cioè carta di circolazione americana e dogana tedesca, crea comunque dei problemi interpretativi. Se infatti cerchi di nazionalizzare il tuo veicolo con documentazione americana, la provenienza risulta essere chiaramente extra Cee, e per questa casistica è previsto l'assolvimento IVA in Italia, cioè nel Paese dove si chiede l'immatricolazione. Se invece il veicolo transita da un Paese della Comunità Europea, il Ministero prevede che debba avere documenti tedeschi; questa la casistica da sempre proposta. I casi di documentazione mista sono sempre stati accettati, a patto che si regolarizzasse il versamento IVA in Italia con modello F24, in quanto l'imposta deve essere corrisposta nello stato di destinazione, che in questo caso è l'Italia, dal momento in cui l'auto non è stata mai immatricolata in Germania, ma è stata solamente in transito. Quindi ci sarebbe un versamento effettuato nel Paese di destinazione sbagliato, e quantomeno un versamento insufficiente (IVA tedesca al 19%, IVA italiana al 21%). Se proprio non dovessi riuscire con nessuna delle strade sopra esposte, ti consiglio di regolarizzare tutta la posizione facendo una immatricolazione provvisoria in Germania, che ti permetterebbe di nazionalizzare la tua Corvette senza ulteriori problemi.
Gentilissimo sig. Concone, sono un lettore dalla vostra rivista e approfitto del vostro servizio
per un problema che mi sta capitando in questi giorni. Sono proprietario di un Jeep Wrangler che
vorrei modificare in Germania, però mi dicono che non accettano la mia richiesta perchè sul
libretto il numero di telaio riporta rip.d'uff.
Secondo loro non è una punzonatura legittima e mi hanno bloccato la pratica. Come posso
muovermi?
Vi ringrazio per l'aiuto.
Marco C. - Napoli
Caro American Driver, partirei specificando alcuni aspetti di questo caso, per una maggiore comprensione ai lettori che ci seguono. La tua auto era evidentemente immatricolata in Italia, provenienza USA (o comunque provenienza extra Cee), e al momento della nazionalizzazione, era stato ripunzonato d'ufficio il telaio, per opera della Motorizzazione competente. All'atto dell'emissione della carta di circolazione, veniva annotata la nuova stampigliatura, con l'aggiunta della dicitura “rip. d'uff.” ad indicare una nuova numerazione assegnata d'ufficio. Questa “rip. d'uff.” risulta quasi sempre parte integrante del nuovo numero di telaio, e va considerato come se fossero lettere facenti parte della punzonatura. E' una prassi consolidata solo per l'Italia, che non ama acquisire e confermare i numeri di telaio americani che solitamente sono apposti solo sulla targhetta sotto il parabrezza. Solitamente le macchine in arrivo dagli USA fanno il percorso inverso, passando prima dalla Germania e arrivando poi in Italia, quindi non sono numerosi i casi in cui i tecnici tedeschi si trovino con telai ripunzonati così facilmente, anche perchè in Germania la ripunzonatura non avviene quasi mai, e il telaio viene eventualmente riportato o ristampigliato con le medesime cifre. Resta però il tuo problema, nonostante tu abbia tutte le carte in regola per circolare o esportare il veicolo. Credo che la loro difficoltà non stia tanto nel capire che quella punzonatura sia legale oppure no, altrimenti non sarebbe riportata sulla Carta di Circolazione e sul Certificato di Proprietà, ma stia nel fatto che non avendo a disposizione il VIN number originale, non riescano ad identificare con certezza le caratteristiche costruttive del veicolo, e quindi a redigere una perizia tecnica con dati certi e completi. A questo punto, potresti vedere presso la Motorizzazione dove avvenne l'immatricolazione (oppure al PRA), se fossero ancora in archivio i documenti originali americani, indicanti il VIN number originale e tutte le specifiche tecniche rilevate al momento dell'ingresso in Italia. Se invece fosse già trascorso molto tempo, e non vi si trovasse più traccia, allora bisognerebbe cercare di far digerire ai tecnici tedeschi una perizia delle caratteristiche del veicolo, magari da un centro autorizzato Jeep, che notoriamente non possono rilasciare schede tecniche per l'immatricolazione in Italia, ma che possono benissimo attestare i dati di un veicolo fini a se stessi. In ultimo, provare a chiedere negli USA la scheda tecnica alla Casa Costruttrice, che dovrebbe essere accettata dai periti tedeschi. Prima però di spendere tempo e risorse nella ricerca, concorda con loro quale sia la via più gradita.