since 1962



American and Classic Cars Blog



All about classic cars and not


Febbraio 2009




Luci ingombranti


Domanda

Caro AWM, voglio proprio togliermi una curiosità. Sto finendo una Firebird del ’68 con le sue belle luci laterali, che vengono chiamate luci d’ingombro. Avete presente la bella luce a forma di freccia che simula il logo della Pontiac contornata dalla cromatura? Ebbene, sarebbe veramente un peccato eliminarla per andare al collaudo per la targatura italiana. Dunque il mio dubbio è il seguente: alcune auto recenti come le Volvo hanno le luci d’ingombro, perché dovrei eliminarle per essere in regola? Oggi la legge le permette? So che in passato non era così. Se riuscite a darmi una risposta vi ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.
Amedeo Falchi – Sondrio

E togliamoci sta curiosità! In passato non era così, prima che il Codice della Strada stabilisse che ad avere le luci di ingombro fossero i veicoli con larghezza pari o superiore a 2,10 metri. La tua Firebird li supera? Ecco che ti sei tolto la curiosità. Il mio consiglio è quello di sottoporre al funzionario del collaudo una sorta di “accordo”, per mantenere la luce solo dal punto di vista estetico, senza la possibilità di accensione. Ovviamente la cosa dovrebbe essere discussa preventivamente, e non il giorno del collaudo. Chissà, magari apprezzando la tua sinerità potrebbe proprio darti il suo “fiat lux”.

Hot rod in regola


Domanda

Gentilissima redazione di American Wheels, mi rivolgo alla rubrica Wheels On Paper per la mia domanda. Ai raduni ho visto diverse auto customizzate tipo hot rod o Mercury con tetto abbassato regolarmente targate italiane. Mi chiedo come sia possibile visto che stando alla legge queste vetture non potrebbero passare neppure una revisione. In questo mondo di auto americane di ragioni se ne sentono di tutti i tipi. Quale stratagemma si sono inventati questi proprietari? Mi piacerebbe tanto saperlo per poter importare anch’io un giorno un hot rod, circolando liberamente con tanto di omologazione. Grazie.
Andrea Calocci - Parma

Caro Andrea, occorre fare una bella precisazione. Tutto ciò che vedi ai raduni non è detto che sia circolante, o meglio che possa circolare. Queste manifestazioni molto spesso sono il libero sfogo della creatività e del soggettivo modo di interpretare l'auto, in tutte le sue forme. Così come lo sono le customizzazioni o altri tipi di modifiche costruttive/estetiche che vengono poste in essere a piacimento. Spesso in barba alle norme del Codice della Strada. Sappiamo bene che i controlli stradali in questo ambito sono molto ferrei. E conosciamo anche le procedure poste in essere dagli organi di controllo nel caso si fosse “pizzicati” con veicoli adattati ma non conformi alle normative (sequestro carta di circolazione, ripristino dello “status quo ante” e obbligo di revisione straordinaria). Un veicolo importato in Italia, può, a seconda dei casi, essere collaudato oppure no. E già qui si apre una finestra sulla possibilità di immatricolare un hot road anche con caratteristiche atipiche o non conformi al Codice della Strada; certo è che se questi aspetti non vengono controllati prima dell'immatricolazione, non si esclude che il veicolo debba essere in regola al momento della circolazione. Le schede tecniche dei veicoli infatti (sopratutto quelle inglesi), sono piuttosto carenti circa le misure dei veicoli, le altezze, gli sbalzi, ecc... e non è poco frequente trovare carte di circolazione parzialmente compilate, sopratutto per i veicoli di produzione non seriale. Ovviamente chi verrà controllato sulla strada farà sempre appello alla vecchia scusante: “la macchina è arrivata così e la Motorizzazione me l'ha targata”, ma questa motivazione regge poco se non si può dimostrare di aver passato un collaudo e che le caratteristiche vigenti fossero già in essere in quel momento. E' probabile d'altro canto che la disinformazione (anche nelle forze dell'ordine) sia un buon lasciapassare, proprio perchè come dici tu, “di ragioni se ne sentono tante”, e in Italia il caos la fa da padrone. Ricordati però che l'unica ragione valida è quella del Codice della Strada.




Ho fuso e cambio il motore


Domanda

Spett.le American Wheels, qualche mese fa la mia bella mi ha abbandonato. Non sto parlando della mia ragazza ma della mia Camaro del ’73. Stavo tornando a casa da un ritrovo tra amici che hanno la stessa passione (che fra l’altro vi seguiamo tutti ogni mese) e ad un certo punto passato un dosso ho sentito un rumore infernale, pensavo di avere investito qualcosa, poi come una bomba nel cofano e dopo solo i più brutti rumori metallici. Non vi dico come mi sentivo, oltre alle bestemmie… Carro attrezzi a mezzanotte e ricovero in un’officina ACI, poi l’ho fatta spostare da un meccanico mio amico, che mi ha poi detto di aver spaccato quasi tutto: banco, 2 bielle, 3 pistoni, piegato valvole, crepato il monoblocco, pezzettini conficcati ovunque ecc… Un disastro! Ho fatto i conti che ripararlo verrebbe a costare più di comprare un motore nuovo o già rifatto, e comunque non converrebbe riparare il suo per il monoblocco crepato. Premetto che sono un fanatico dell’originalità, dunque la domanda è questa: se dovessi comprare un motore con le stesse caratteristiche del mio 350 originale, oppure uno già rifatto uguale identico al mio, a cosa andrei incontro per i diversi numeri del motore? La mia Camaro potrebbe non essere più conforme all’originale per l’ASI? Cosa succede in questi casi? Grazie 1000.
Gio – Trieste

Ciao Gio, da come mi scrivi intuisco che avresti preferito davvero essere lasciato la fidanzata o aver investito qualcuno. La notizia buona è che, contrariamente a questi due ultimi casi, non ti servirà un avvocato ma solamente un buon meccanico. La notizia cattiva è che il tuo contrattempo non si eaurirà con una semplice sostituzione del motore, ma dovrai organizzarti per un collaudo presso la Motorizzazione a te più comoda. Il mio consiglio è quello di aggiornare anche l'attestato di storicità ASI, per poterti presentare al collaudo anche con questo documento aggiornato. Visti i tempi ASI puoi cominciare proprio da quest'ultima pratica mentre sottoponi la tua bella all'allegro chirurgo.