Gentile redazione di American Drive, sono un vostro affezionato lettore fin dal primo numero, e
volevo sottoporvi un quesito. Sono proprietario di un pickup Dodge Dakota e insieme ad un mio
amico che è proprietario di un Ford F150 avevamo deciso di partire per le ferie scambiandoci le
auto. Secondo voi potremmo fare questo scambio senza nessuna problema? Vi ringrazio per la
risposta.
Rino-Ostia
Caro American Driver, ti ringraziamo per la tua fedeltà e ti invitiamo a seguirci assiduamente, poichè grandi novità vi aspettano nei prossimi numeri della rivista. Ma veniamo "a bomba" sulla tua domanda. Lo scambio macchina non è una cosa così rara nel mondo degli appassionati, pur se ognuno di noi è geloso della propria creatura, un giretto sull'auto dell'altro lo si vuole sempre fare, anche se non si tratta magari di scambi prolungati nel tempo. E così, molto spesso si decide di fare un piccolo tragitto ad auto invertite, come ad esempio raggiungere la meta di un raduno, una pezzo di strada dove poter valutare le prestazioni della macchina altrui, tenendo comunque d'occhio ciò che succede alla nostra. Se in questo caso, la presenza del proprietario durante il tragitto fugherebbe ogni dubbio alle Forze dell'Ordine circa la legittimità del possesso di quel veicolo (guidato da noi ma intestato ad un'altra persona), in caso di vacanze separate non si avrebbero elementi per stabilire a che titolo avvenga la circolazione di un'auto nelle mani altrui. Sappiamo infatti che esistono sanzioni anche pesanti per la mancata registrazione del trasferimento di proprietà, e la scusante del prestito vale solo se può essere documentata. Senza contare che il proprietario potrebbe anche non essere al corrente dell'utilizzo del suo veicolo da parte di una terza persona, pertanto il sospetto di appropriazione indebita può essere anche avanzato in mancanza di prove inconfutabili. Solitamente non si arriva a questa stregua, in quanto prevale sempre il buon senso; ma come abbiamo detto più volte, talvolta i problemi si ingigantiscono proprio perchè i nostri controllori sulle strade si trovano ad analizzare situazioni, confuse, nebulose, quasi sempre al limite della legalità. Allora come fare per chiarire ogni aspetto e tutelarci da tutte le possibili conseguenze? Innanzi tutto verificando con le rispettive Compagnie di Assicurazioni se esistono dei vincoli per la guida di terze persone, un requisito assolutamente indispensabile, al di là di ogni problema di intestazione. E poi, "certificando" la legittimità della guida attraverso una delega a condurre, stipulata dal proprietario del bene a favore del conducente. Tale delega dovrà essere sottoscritta davanti ad un notaio, e dovrà contenere, oltra ai dati identificativi del veicolo, anche i dati delle due parti in causa. Non fatevi spaventare dal termine "notaio", in quanto il costo per questa autentica è veramente esiguo. Prendete in considerazione questa possibilità anche per eventuali prestiti occasionali o frequenti a persone o famigliari durante l'arco dell'anno. La delega a condurre può anche non avere una scadenza temporale, pertanto fatta una volta vale per sempre. Ci sono però due attenzioni ulteriori da prestare nel vostro caso specifico: la prima è l'ambito territoriale della circolazione, ovvero che se doveste recarvi all'estero, avreste necessità di una traduzione della delega, asseverata nel paese di destinazione. In secondo luogo la destinazione dei veicoli, in quanto se stiamo parlando di autocarri, sapete quali problemi sussistono alla circolazione ad uso privato.
Spett.le American Drive, dopo aver ascoltato mille pubblicità sull'abbandono dei cani nel periodo
di vacanza, io e mia moglie abbiamo deciso di portare il nostro bastardino con noi questa
estate. Il problema è solo il trasporto del cane nella macchina. Qualcuno dice che va tenuto sui
posti dietro, altri invece dicono che se è di piccola taglia si può tenere anche davanti. Non ho
capito se ci sono delle misure precise per sapere come regolarsi.
Alberico – Torbole
Caro American Driver, la questione degli animali a bordo non era mai stata affrontata, ma non siamo in pochi ad apprezzare i nostri "piccoli" amici e a volerli sempre con noi, anche quando si esce con la nostra amata auto. In un certo senso il Codice della Strada avvicina il trasporto animali al trasporto cose. Se nel secondo caso impone di sistemare in un vano a parte le merci che si trasportano, per evitare che in caso di incidente possano muoversi all'interno dell'abitacolo e trasformarsi in un vero e proprio proiettile, nel primo caso la motivazione è ancora più plausubile, in quanto sappiano perfettamente quanto le bestiole siano motivo di distrazione già in condizioni di normalità, oltre poi a rappresentare un pericolo in fase di collisione, sia per loro stessi, sia per chi si trova a bordo con loro. Spesso poi, l'affetto che lega il padrone con il proprio "pet", porta quest'ultimo a cercare di continuo la vicinanza e il contatto con i passeggeri sui posti anteriori; il pericolo derivante da un intralcio o da una disattenzione nei momenti di alta velocità del veicolo, potrebbero avere conseguenze letali. E queste considerazioni prescindono dalla taglia o dalla razza del cane, in quanto anche un cane di dimensioni molto ridotte può cercare di raggiungere affettuosamente in modo insistente il proprio padrone alla guida. Questo fa capire come non si possa discriminare peso, altezza o corporatura dell'animale. Il principio del legislatore è quello di rendere sicura la guida sotto ogni aspetto, infatti non vi è distinzione tra gli elementi sopra citati, così come non c'è differenza tra il trasporto sui sedili posteriori delle bottiglie dell'acqua acquistata al supermercato o di una cassetta di bulloni. E' vero che il potenziale contundente è differente, ma non è questo il principio di sicurezza su cui si basa il Codice della Strada. Tenendo presente che i cani non sono da considerare propriamente una merce (in quanto non possono rimanere chiusi nel baule nemmeno per pochi minuti), e che possono e devono essere monitorati dal loro padrone, la legge ammette che possano essere trasportati nel vano passeggeri, solamente a condizione di essere separati dai posti anteriori con una rete o con una paratia, sufficientemente resistente a contenere sia la volontà del piccolo amico, sia i movimenti involontari dovuti all'inerzia del veicolo. Tale divisorio non deve essere riportato sulla carta di circolazione, e non occorre presentarsi al collaudo per far verificare il corretto montaggio (come invece avviene per le paratie dei veicoli immatricolati come autocarro). Pertanto, visto che la gestione è piuttosto snella, cerchiamo di approfittarne per mettere in sicurezza sia noi che i nostri amati cagnolini.