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American and Classic Cars Blog



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Aprile 2011




Pasticcio all'italiana


Domanda

Spett.le American Drive, so che siete molto presi, ma forse qualcuno potrà trarre profitto dalla mia mail. Vorrei segnalarvi alcune incongruenze riscontrate nel percorso di immatricolazione del Chevrolet Pickup 1950 di mia proprietà e da me importato. Essendo il mezzo di eta' superiore ai 50 anni ho dovuto fare il collaudo presso il Centro Prove Autoveicoli di Milano dove, essendo all'oscuro di tutto il procedimento, ha dovuto avvalersi della pista di prova e della consulenza della Motorizzazione di Milano, i quali erroneamente hanno stampato, sul mio telaio, in primo luogo il numero nuovo di telaio corrispondente ad un altro veicolo in esame, quindi successivamente inserito insieme il numero di telaio esatto. Posseggo un numero di telaio lunghissimo... Questo però il CPA lo ha ritenuto errato nel Certificato di rilevanza Storica ottenuto dopo un anno di attesa dall'ASI, con la denominazione Autovettura- M1, quindi ho dovuto richiedere all'ASI la nuova copia modificata con Autocarro -N1. Il problema e' nato oggi quando ho presentato la domanda di iscrizione al PRA, il quale applica le normative impartite dalla Provincia, cioé, udite udite, un autocarro non può essere considerato auto storica o autocarro storico, quindi 240,00 euro per l'iscrizione che devo tra l'altro comunicare alla Regione, la quale però richiede il bollo di euro 30,00 come veicolo storico. Scopro anche che in fase di vendita ad altro individuo, calcoleranno il costo del trapasso in base alla potenza del mezzo. Non solo, ma nel nuovo libretto c'è scritto “portata zero chilogrammi”, perche' l'articolo 82 del codice stradale non consente ai veicoli storici di trasportare oggetti, ma il PRA non può iscrivere un autocarro con portata zero. Quindi, per la Regione posseggo un veicolo storico ma per la Provincia no! Credo che l'errore sia stato commesso dall'Ing. del CPA che però avrà applicato il regolamento della Provincia. Il problema è che gli uffici competenti non sono collegati tra loro. Dopo tutto questo pasticcio credo che non importerò più niente con le ruote da altri paesi. Grazie
Vincenzo Miani – Milano

Caro American Driver, la tua lettera è una campionatura degli errori (o forse sarebbe meglio dire “orrori”) tra i più comuni della nostra burocrazia. Documenti sbagliati, uffici che non dialogano, criteri soggettivi di valutazione, negligenza dei funzionari, ecc... Innanzi tutto ricordiamo che la nuova normativa che regolamenta i veicoli storici, obbliga gli ante '50 ad effettuare il collaudo precedente l'immatricolazione, nei Centri Prova Autoveicoli (abbreviati CPA), anziché negli Uffici Provinciali della Motorizzazione. Dal punto di vista teorico, la minor affluenza di veicoli in questa sede, dovrebbe portare ad un controllo e ad una maggiore attenzione nelle varie procedure ispettive, ma in realtà, come tu hai potuto constatare, il Centro Prove di Milano ha dovuto avvalersi della “consulenza” dell'Ufficio Provinciale, e quindi di una struttura a lui inferiore in una scala gerarchica. Il paradosso poi, è che tu abbia dovuto accettare un telaio completamente inventato, facendo correggere anche il Certificato di Rilevanza, piuttosto che ottenere la rettifica di quello sbagliato, una cosa che lascia parecchi dubbi sulla fattibilità tecnica dell'operazione, anche perchè da quanto mi dici, il tuo VIN number è adesso lunghissimo, e quindi sarà ben superiore alle 17 cifre massime di un normale numero di telaio (come lo avranno inserito nei terminali??). Questo è il punto chiave di tutto ciò che si è generato successivamente. Assurdo “accettare” un errore per correggere a cascata tutto ciò che invece è giusto e corretto. Per quanto riguarda l'iscrizione al Pra, è vero che l'IPT si paga su determina provinciale (e quindi i criteri possono essere notevolmente differenti in relazione alla Provincia di appartenenza), ma per i veicoli storici il discorso è leggermente diverso. I requisiti principali per la riduzione della tassa sono due: l'anzianità o l'attestazione ASI. Mi spiego: per anzianità si intende che il veicolo deve aver compiuto almeno vent'anni per il riconoscimento automatico della storicità (e qui infatti la normativa cambia territorialmente, in alcune zone sono vent'anni, in altre trenta); per Attestazione Asi si intende che il veicolo può usufruire delle riduzioni se in possesso di tale riconoscimento, ma, cosa molto importante, indipendentemente dal numero di anni compiuti. Infatti l'Asi può rilasciare anche certificazioni per veicoli più recenti, purchè rivestano per esempio carattere di unicità, di particolare interesse collezionistico o di valore indiscusso. Pertanto, una volta annotato il riconoscimento sulla carta di circolazione, il Pra dovrebbe attenersi a tale documento, proprio perchè certificato dall'Asi e verificato dalla Motorizzazione. Non vedo per quale motivo il Pra debba o possa mettere in discussione quanto già accettato da due enti tecnici, a cui spetta la competenza. Capisci bene che in questa assurda situazione di mezzo, ogni volta il tuo caso potrà avere più interpretazioni a seconda del punto di vista da cui si osserva. Analizzare ogni singola possibilità sarebbe veramente contorto e prolisso, sopratutto sulle pagine di una rivista che è pur sempre un momento di “svago mentale” per il lettore. Impossibile quindi trovare il bandolo della matassa, perchè ciò comporterebbe ricominciare da capo, facendo le cose con la dovuta perizia ed informandosi a priori su cosa significa importare un autocarro, sia dal punto di vista fiscale, che dal punto di vista della circolazione su strada. La “lezione” quindi (se così possiamo chiamarla), sta proprio nel fatto che bisogna sempre farsi delle domande ed informarsi su ciò che comporta una scelta o una correzione, piuttosto che lasciar scorrere gli eventi. Forse un professionista del settore avrebbe potuto limitare i danni, facendo sistemare fin da subito il numero di telaio ed evitandoti di correggere la scheda ASI. In ogni caso, non farti scoraggiare dalla tua disavventura, ma la prossima volta lasciati coadiuvare nella valutazione dei vari aspetti.

Patente internazionale


Domanda

Spett.le American Drive, mi sono deciso finalmente di andare in USA a fare un viaggio questa estate. Vorrei noleggiare una Mustang ma mi manca la patente internazionale. Potete darmi qualche informazione in merito? Bisogna fare degli esami? Quanto costa e soprattutto in quando tempo arriva dopo la richiesta? Grazie.
Marcello Villari

Il cosiddetto Permesso Internazionale, comunemente detto “Patente Internazionale”, non è altro che una autorizzazione a condurre veicoli presso i Paesi Extra Cee, per i quali si è già autorizzati alla guida in Italia, a seconda della categoria prescritta. In parole povere, se avessimo solo la categoria B (veicoli fino a 35 quintali di peso), il Permesso Internazionale ci consentirebbe di guidare all'estero solo i veicoli di pari categoria. Non è necessario effettuare esami o prove di guida, dal momento che il Permesso viene rilasciato su base documentale, esibendo la patente italiana valida, una fotografia formato tessera, e pagando due bollettini postali di 29,24 euro e di 9,00 euro. La tempistica varia a seconda dell'ufficio a cui si presenta la domanda, e sopratutto secondo il periodo della richiesta (in estate le pratiche aumentano sempre). Di norma comunque non si passano quasi mai i 40 giorni. Molti di coloro che sono stati negli USA, sostengono che il documento non sia necessario, questo perchè hanno potuto noleggiare un'auto mostrando il documento italiano, senza che nessuno sollevasse qualsiasi tipo di problema. A tale riguardo, mi preme sottolineare che un conto è il contratto che si stipula tra la compagnia di renting, un altro conto è quello che uno svolge o le responsabilità che si hanno al momento della circolazione su strada. Anche in Italia quando andiamo ad acquistare un veicolo nuovo non ci chiederanno mai se abbiamo la patente, così come non lo faranno quando usciremo dal loro vialetto per immetterci in una strada trafficata. Cautelativi il più possibile, all'estero i problemi possono triplicare in un batter d'occhio.




Foto per ASI


Domanda

Salve, ho appena presentato la richiesta del certificato di rilevanza storica all'ASI per una splendida Cadillac Coupe del '55 importata dall'Oregon, ma ho paura di aver fatto una cavolata che mi è venuta solo in mente ora ed è per questo che scrivo a Voi che siete esperti. Ho allegato le foto della macchina prima di aver messo le frecce, le luci e tutte le modifiche regolamentari per il collaudo italiano. Questo comporterà dei problemi di accettazione? PS: American Drive è la mia rivista preferita. Siete forti!
Aristide Melioni – Livorno

Caro American Driver, penso che tu sappia quali siano i criteri principali di valutazione dell'Asi: originalità e perfetta conservazione. La mia risposta potrebbe quindi essere sintetizzata con un laconico: se hai fatto questo, sei a posto. Ma questo potrebbe a sua volta generare altri dubbi. In realtà abbiamo già sottolineato altre volte, che se dal lato ASI il veicolo debba essere “più americano possibile” (passatemi l'espressione), dal lato Motorizzazione il veicolo deve essere “più italiano possibile”. So perfettamente che l'una esclude l'altra, ma l'Italia non è il Paese delle contraddizioni? Hai fatto bene a presentare la domanda con tutte le caratteristiche costruttive e originali, ma ricordati il Certificato di Rilevanza Storica non sarà un salvacondotto che ti consentirà di mantenere queste peculiarità sulle nostre strade. Potrebbe essere una buona scusante in fase di dibattimento con le forze dell'ordine, ma niente più. Vedo che ti sei già informato su quali siano gli adattamenti da eseguire, perciò torno a dirti: se fai questo, sei a posto.