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American and Classic Cars Blog



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Luglio 2010




Spettacolare?...Dipende


Domanda

Salve, è inutile continuare a dire della spettacolarità della rivista, delle immagini, delle news, dei consigli e suggerimenti che voi tutti mettete a nostra disposizione, sono più che spettacolari! Detto questo, volevo gentilmente sapere (in riferimento al servizio da voi pubblicato su gli junkyard) se tutte quelle auto sono in possesso di documenti per essere nazionalizzate. O dovremo fare attenzione anche ai documenti? E se si, quali documenti devono possedere per essere messe in regola in italia? In italia abbiamo abbastanza ditte che forniscano pezzi di ricambio a sufficienza per sistemare le auto messe in quelle condizioni? Perche penso che comprare un’auto americana messa bene è bello, ma acquistarla in condizioni da "rottame" e rimetterla in vita pari al nuovo sia a dir poco spettacolare... Grazie ancora per la pazienza.
Emilio – Roma

Caro Emilio, tocchi un tasto da vero appassionato e cultore dell'auto americana. Prendere un “ferro vecchio” e resuscitarlo con le proprie mani può darti la sensazione di avvicinarti a colui che fece la stessa cosa con un certo Lazzaro. Sentire la melodia dell'otto cilindri dove prima c'era solo il tossire bolso di un motore agonizzante, può farti sentire come il Dottor House. Ma se non vuoi trasformare il tuo sogno in un incubo, allora bisogna andare con i piedi di piombo. Innanzi tutto dobbiamo ricordare che le fotografie dell'articolo precedente erano solamente “immagini di repertorio” tratte dagli archivi della nostra rivista, anche se riferite a realtà tuttora esistenti. Non possiamo quindi darti informazioni circa la documentazione di quelle auto, ma a rigor di logica non possiamo aspettarci qualcosa di positivo dal momento che si tratta di veicoli abbandonati, il più delle volte addirittura destinati alla demolizione. Mi sorprende un po' la tua domanda quando chiedi se dobbiamo far attenzione anche ai documenti. Non direi “anche”, lo sostituirei con “sopratutto”, visto che le parti meccaniche ed estetiche si possono quasi sempre ripristinare, mentre non è la stessa cosa per la documentazione, vera croce degli appassionati delle american cars. Mi sento di darti per certo che se dovessi trovare un cimitero di auto come quelli riportati nelle pagine del numero di giugno, non ci sarebbe un solo veicolo in possesso del Title originale e della Registration Card, anche se in realtà per questo problema dovrebbe soccorrerci l'ASI, che alla luce del nuovo decreto permetterebbe l'immatricolazione di ogni veicolo sprovvisto di documenti. Ma chi ti firmerebbe una dichiarazione di cessione? Riusciresti a risalire al precedente proprietario? Difficile sdoganare un veicolo senza una prova di acquisto (che comunque è importante per avere legittimarne la proprietà) e senza nessun documento della stessa. Per i pezzi di ricambio invece dovrai attingere frequentemente al mercato USA. Benchè un ricambista ben fornito possa darti assistenza per qualsiasi pezzo, dubito fortemente che possa tenere in magazzino tutta la componenistica necessaria ad un restauro così radicale.

Un po' di chiarimenti


Domanda

Cara Redazione di American Drive, vi scrivo perché non mi è ancora chiara la nuova normativa dell’ASI. Alcune domande: la scheda tecnica è sostituita da quale documento? Tale documento si deve richiedere sempre all’ASI? Quale documentazione deve produrre un proprietario di auto storica per richiedere l’immatricolazione? Potete gentilmente fare un esempio passo per passo da quando una persona incomincia a chiedere l’immatricolazione di un’auto proveniente dagli USA? E i tempi, quali sono? Sono sicuro che rispondendo a me farete felici anche altri lettori. Grazie infinite.
Fabrizio Portimare – Fiorenzuola D’Arda (PC)

Caro Fabrizio, ti ringraziamo per la tua lettera. Purtroppo sono molti i punti oscuri della nuova disciplina che regola i veicoli storici. Sopratutto la gente vuol sapere quando si sblocca tutta questa situazione ormai in stallo da tanti, troppi mesi! Le lunghe procedure che prima estenuavano chi richiedeva la documentazione all'ASI, si sono trasformate nel blocco totale delle domande, delle iscrizioni, delle richiesti di attestati, ecc... anche se dobbiamo sottolineare che l'ASI non è totalmente responsabile di quanto sopra, poiché i ritardi che in precedenza erano a loro riconducibili, attualmente derivano dal Ministero dei Trasporti che pare non abbia ancora approvato la nuova modulistica che il Registro in questione debba rilasciare. La tua definizione di “normativa ASI” è quindi impropria in questo senso, e cioè che l'ASI non emana una normativa, né ha il potere di legiferare alcunchè. Eventualmente si può parlare di procedure ASI, a cui tutti noi dobbiamo attenerci per poter ottenere quanto richiesto. Ma veniamo al concreto. La procedura “passo passo” che tu mi chiedi dipende in larga misura dai documenti in tuo possesso. Per prima cosa vi è sempre e comunque lo sdoganamento dell'auto con il relativo pagamento di IVA e dazio. Successivamente potrai circolare con la targa americana per il periodo massimo di un anno mentre ti darai da fare per ottenere il Certificato ASI. Infatti, la documentazione prevista per l'ottenimento del Certificato di Rilevanza Storico Collezionistica è piuttosto articolata e ad oggi non ben definita. Sappiamo che occorrerà presentare, oltre alla domanda, una dichiarazione resa dalle officine di riparazione circa i lavori (sia di riparazione, che di manutenzione e ripristino) effettuati sul veicolo; stop quindi ai lavori “fai da te”, o quelli eseguiti dall'amico meccanico a tempo perso (e spesso in nero...). Inoltre servirà una compilazione minuziosa dei dati tecnici del proprio veicolo, con l'attestazione della corretta conservazione dell'auto e delle modalità di conservazione (un particolare anche questo che lascia parecchie perplessità). Il tutto senza avere la benchè minima idea di quali saranno i tempi ed i costi di tutta l'operazione. Germania, arriviamo!




Redditometro per le auto


Domanda

Spett.le American Drive, scusate se vi pongo un quesito che esce un po’ fuori dal solito, ma credo che sia importante e che interessi tutti noi appassionati. Ho sentito al telegiornale che nella prossima finanziaria sarà previsto un redditometro per chi possiede auto di grossa cilindrata. Sapete dirmi se è vero e a oltre quale cilindrata si fa riferimento? Auto di lusso e anche auto d’epoca? Con le macchine americane come siamo messi? Grazie e complimenti per la rivista.
Aldo Rodigo – Bassano del Grappa (VI)

Carissimo Aldo, il tuo quesito è tutt'altro che fuori tema. Anzi, diciamo che l'aspetto del controllo fiscale è una delle cose più dibattute tra gli aspiranti American Driver, e vedrete che in futuro se ne parlerà sempre di più. Infatti la notizia che l'Agenzia delle Entrate abbia rivisto i criteri di applicazione del cosiddetto redditometro, risale solamente ad aprile, e quindi non vi è dubbio che non appena verrà applicato il sistema di cui sopra saranno parecchi a dover giustificare il possesso di questa o quella supercar. E' palese il fatto che le “americane” rietrino tra i veicoli controllabili, in quanto facenti parte del parco circolante italiano e abbinate ad un soggetto (fisico o giuridico) del nostro territorio. Il limite di cilindrata che farebbe sollevare le antenne dell'Agenzia delle Entrate è 2100, che come puoi capire rappresenta la totalità del mercato provenienza USA. Il condizionale è d'obbligo in quanto non è soltanto il dato matematico a far scattare un possibile accertamente, in quanto sappiamo bene che un'auto con 3000 cc intestata al Sig. Silvio Berlusconi non desta nessun sospetto. Ciò che verrà valutato sarà la compatibilità di un'auto di determinate caratteristiche tecniche (cilindrata), e di un dato suo valore commerciale (auto storica o recente?), con il reddito dichiarato dal contribuente. Diverso quindi il caso del contribuente A che acquista una Mustang GT500 nuova con un reddito di 30.000 euro, e un contribuente B che acquista una Mustang d'epoca con un reddito di 100.000 euro.

PRECISAZIONE (precisazione utile alla risposta data alla lettera “Targa Estera”, pubblicata sullo scorso numero)


A seguito di alcune richieste di chiarimento circa la risposta del numero di giugno, attinente alla possibilità di circolare in Italia con targhe estere regolarmente assicurate, sottolineamo come la circolazione del veicolo non rappresenterà nessuna problematica fintanto che esisterò coincidenza tra l'importatore-proprietario e l'utilizzatore dello stesso. Se infatti l'utilizzatore fosse un terzo soggetto che non potesse dimostrare la proprietà dell'auto, la circolazione non sarebbe in ogni caso regolare. C'è poi da specificare ancora una volta, che tale “scappatoia” non può essere considerata in ogni caso un'alternativa alla nazionalizzazione del veicolo, ma semplicemente un'opportunità per poter utilizzare il nostro mezzo mentre si svolgono le lungaggini burocratiche. Non per ultimo, la difficoltà di trovare una Compagnia di Assicurazioni che effettui la polizza su targa estera, può rappresentare un ulteriore ostacolo ad una procedura pur sulla carta fattibile. Queste precisazioni dovrebbe così chiarire degli aspetti per noi scontati, che invece nei lettori hanno generato improbabili illusioni.