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Settembre 2010




auto storica

Boxettino Auto Storiche


Dopo una gestazione lunga un biennio (o forse più), e dopo ben due anticipazione da parte nostra sulle varie “tendenze” di un Decreto che lentamente prendeva forma ma che sembrava non dover vedere mai luce, ecco che finalmente il 19/03/2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto denominato propriamente “Disciplina e procedure per l’iscrizione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei registri, nonché per la loro riammissione in circolazione e la revisione periodica”. Come al solito il nostro compito non è quello di arricchire le già ingarbugliate ragnatele della burocrazia con altri concetti ancora più difficili; al contrario, siamo qui per spiegare con le parole più semplici e comuni ciò che spesso risulta incomprensibile a molti. Cerchiamo quindi di far luce sugli aspetti fondamentali senza tralasciare, per motivi di spazio, la sintesi.

L'interesse di tutti cade sopratutto su due punti fondamentali; innanzi tutto individuare quando un veicolo acquisisce i diritti per essere considerata auto storica. In secondo luogo il discorso revisione. Potete stare tranquilli, rimangono i vent'anni di età come requisito minimo per poter iscriversi ai Registri (contrariamente a quanto ventilato in precedenza quando si parlava di “alzare l'asticella” ai trent'anni), mentre per i controlli periodici del veicolo siamo perfettamente in linea con le revisioni delle auto normali: test ogni due anni presso qualsiasi officina autorizzata, salvo per quelli costruiti prima del 1° gennaio 1960, di competenza esclusiva della Motorizzazione Civile (ne vedremo delle belle).
Altro punto fondamentale: viene istituito il “Certificato di Rilevanza Storico Collezionistica”, che sostituisce di fatto tutti gli Attestati di Storicità e le Dichiarazioni delle Caratteristiche Tecniche fino ad ora emesse da Asi & C. Il nuovo documento avrà caratteristiche uguali per tutti i Registri, e conterrà al suo interno alcune informazioni mai prese in considerazione prima d'oggi: parliamo per esempio dell'indicazioni di parti del veicolo sostituite e non originali, oppure dell'annotazione dell'elenco delle Officine che hanno effettuato i lavori di restauro o di rimessa in circolazione dall'auto.
Proprio sulla riammissione alla circolazione dei veicoli radiati o cancellati d'ufficio, con questo Decreto c'è stato un grandissimo passo in avanti che però lascia spazio ad alcuni spunti di riflessione. La nuova normativa infatti permette di poter reintrodurre nel parco circolante, non solo i veicoli radiati per alcune tipologie specifiche e già considerati nel precedente ordinamento (come per esempio le radiazioni d'ufficio avvenute negli anni passati per mancato pagamento del bollo auto), ma la legge abbraccia ormai ogni casistica, permettendo di reimmatricolare anche mezzi radiati su area privata, o demoliti successivamente alla Legge Ronchi che obbligava di fatto i Demolitori autorizzati a distruggere il veicolo rendendosi responsabili civilmente e penalmente dell'adempimento.
Se quindi da una parte lo Stato facilita il cittadino, dall'altra lo incoraggia a sfruttare le contraddizioni della legge stessa, ponendo degli obblighi che poi lui stesso accetta che vengano aggirati. Benvenuti in Italia.